ANCHE I FUNGHI PORCINI AVRANNO UNA ETICHETTA ANCHE I FUNGHI PORCINI AVRANNO UNA ETICHETTA

NUOVA CIRCOLARE DG AGRI

Anche i prodotti ortofrutticoli freschi, che non sono soggetti alle norme di commercializzazione Ue, come funghi e tartufi spontanei raccolti in natura, devono essere
obbligatoriamente etichettati con il luogo di raccolta. L’Italia dispone di oltre 10 milioni di ettari di bosco, un terzo del territorio, che forniscono tartufi, la cui raccolta coinvolge circa 200.000 raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti, per un business stimato attorno al mezzo miliardo di euro, tra fresco e trasformato.
L’obbligo di etichettatura di origine anche per questi prodotti, così come precisato dalla DGAgri dell’Ue ad un preciso quesito posto dall’Italia, mette chiarezza in un settore in cui, ogni anno, vengono importati oltre 7 milioni di chilogrammi tra funghi e tartufi freschi (167.000 kg sono i tartufi). L'attività di ricerca non ha solo una natura hobbistica che coinvolge moltissimi vacanzierima svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un'importante integrazione di reddito per migliaia di "professionisti" impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici.
Rimane ancora poco trasparente invece la parte relativa ai prodotti trasformati con volumi notevolissimi di prodotti importati (oltre 1,3 milioni di chilogrammi di funghi e tartufi secchi, tritati, in polvere, etc.), spesso spacciati per italiani e con l’utilizzo di sostanze aromatizzanti che si sostituiscono o si affiancano al prodotto richiamato in etichetta, con poca chiarezza nei confronti dei consumatori. Su questa parte dei trasformati urge un intervento legislativo chiarificatore.