PERCHE USARE IL SUBSTRATO SPENTO DI FUNGAIA PERCHE USARE IL SUBSTRATO SPENTO DI FUNGAIA

una risorsa tutta italiana

Il substrato di coltivazione (SF) per lo Champignon (Agaricus bisporus) viene preparato utilizzando materie prime costituite da paglia di frumento, letame di cavallo, pollina e con aggiunta di gesso.

Uniformemente miscelata ed umidificata la massa viene fatta fermentare in appositi tunnel per circa due settimane con temperature che vanno dai 40°C agli 80°C.

A questo punto il substrato viene trasportato in un altro tunnel e sottoposto ad un processo d “pastorizzazione” a 58°C per otto ore per liberare il substrato dai vari patogeni ed al quale segue una fase di condizionamento a 48°C per una settimana.

Durante tali processi, grazie all’opera di batteri, attinomiceti e funghi termofili, avviene una profonda trasformazione del composto che lo rende particolarmente selettivo per lo sviluppo del
micelio.

Dopo essere stato raffreddato a 25°C il substrato viene “seminato” miscelando meccanicamente un litro di seme per quintale; il seme è costituito da cariossidi di cereali invase dal micelio di

Il composto così seminato viene di nuovo caricato in un tunnel dove si procede alla “incubazione”, ossia all’invasione del substrato da parte del micelio; tale processo dura circa due settimane e la
temperatura della massa è mantenuta intorno ai 23°-­‐ 25°C.

Un buon composto incubato deve avere umidità del 65-­‐68%, pH di 6,2-­‐6,5 ed azoto totale del 2,2-­‐ 2,4% sulla sostanza secca.

Il substrato è ora pronto per essere trasportato nelle stanze di coltivazione.

 

Coltivazione e raccolta


In passato la coltivazione dello Champignon era effettuata in locali di varia natura e dimensione: venivano sfruttate soprattutto le cave sotterranee abbandonate, serre e vari locali prima adibiti ad allevamenti di polli o altro.

 

Perche' usare il substrato spent0 di fungaia come ammendante/fertilizzante


Per quanto riguarda i risultati agronomici delle prove di coltivazione, si può affermare che l’utilizzo di substrato spento di fungaia può essere una valida alternativa alla concimazione minerale,
specialmente per quelle colture, come ad esempio il porro, che hanno un ciclo di coltivazione lungo. Come altre matrici organiche, infatti, richiede tempi di mineralizzazione lunghi.

Se utilizzata per colture a ciclo breve, come ad esempio lattuga, può rivelarsi più efficace una concimazione mista, costituita da una parte di matrice organica e una frazione minerale, in modo da soddisfarne
le esigenze nel breve periodo. In alternativa, si potrebbe sfruttare la fertilità residua dopo una coltura che ha tempi colturali più lunghi, ipotizzando una successione colturale porro-lattuga.

La sperimentazione finora condotta ha fornito eccellenti risultati e attualmente sono in corso delle prove di coltivazione su altre specie orticole, di particolare interesse commerciale. Da considerare
tra gli aspetti positivi il possibile incremento della percentuale di sostanza organica del suolo, risultato che può essere applicato in terreni poveri o fortemente soggetti a sfruttamento.

Risulta inoltre molto importante ribadire il potenziale nutrizionale delle matrici utilizzate al fine di evitare la distribuzione di dosi eccessive che se da un lato potrebbero accelerare l’accumulo di
sostanza organica nei suoli, dall’altra causerebbero aumento repentino della salinità, squilibrio trai nutrienti e impatto ambientale.


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