ASSOCIAZIONE ITALIANA FUNGICOLTORI

FUNGHICOLTURA

s.f. [da fungo+coltura]. Coltivazione dei funghi utili per l'alimentazione umana (funghicoltura propriamente detta) o per applicazioni industriali e per usi farmaceutici (micologia). La coltivazione dei funghi per uso alimentare è pratica molto antica, ma solo in tempi recenti ha assunto uno sviluppo considerevole: in varie parti del mondo si coltivano numerose specie di funghi mangerecci, anche se pochissime su larga scala. Si distingue una funghicoltura estensiva, che viene praticata nell'ambiente naturale e consiste più che altro nel favorire e incrementare, mediante speciali accorgimenti, la normale produzione dei funghi, e una funghicoltura intensiva, che rappresenta un'attività agricola particolare, basata sulla realizzazione di determinate condizioni di umidità, temperatura, aerazione e luce, nonché sulla disponibilità di concimi adatti e del micelio che costituisce il materiale di semina (bianco del fungo), caratterizzato da una buona e pronta germinabilità.

La funghicoltura riguarda la coltivazione di poche specie saprofite, in particolare il prataiolo (Psalliota bispora), il Pleurotus (Pleurotus Eryngii ed altri) e il piopparello (Pholiota aegerita). I metodi colturali più diffusi sono quelli derivati dall’evoluzione dei sistemi americani, italiani ed olandesi, in cui le colture sono effettuate in cassette o letti sovrapposti sistemate in locali dotati di impianti particolari che possono essere serre o capannoni coimbentati. Gli altri sistemi, tipo grotte sono ormai stati quasi completamente abbandonati a causa dell’antieconomicità delle produzioni. Il ciclo di coltura tiene conto delle esigenze nutritive del fungo nella scelta e preparazione del substrato più idoneo, nell'aggiunta di microelementi minerali utili e indispensabili, nonché di vitamine e di sostanze di accrescimento. La funghicoltura, intesa soprattutto come coltivazione del prataiolo, è diffusa in Europa, America Settentrionale, Africa Meridionale, Asia orientale e Australia e si orienta soprattutto sul sistema americano.

L’Italia oggi rimane uno dei paesi guida per la produzione di prataiolo fresco in Europa e contraddistingue il prodotto italiano con un marchio – FUNGHI ITALIANI  che serve ad identificare le produzioni italiane che avvengono sotto stretto controllo ed osservanza di un manuale di produzione. Tutti i produttori aderenti al programma FUNGHI ITALIANI sono iscritti all’Associazione Italiana Fungicoltori che ha sede a Verona. Le aziende operati a titolo principale sono oltre 100 per una produzione di circa 65.000 tonnellate di funghi di cui il 70% è destinato al mercato del fresco ed il restante all’industria di conservazione e trasformazione. 

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